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6 Giu

VITTORIA E LEADERSHIP NEL GT OPEN PER L’ORANGE1 TEAM LAZARUS AL PAUL RICARD!

A tutti servivano un po’ di brio e di ebbrezza, ovviamente in senso metaforico. E così è stato, grazie al primo e storico successo assoluto dell’Orange1 Team Lazarus con una vettura da corsa Lamborghini: un exploit precocemente arrivato nel terzo appuntamento dell’International GT Open nonché il primo dalla lontana vittoria di Fabio Onidi a Monza nell’AutoGP Series datata 2011. Al Paul Ricard, sull’ex tracciato di Formula 1 che prende il nome dal maggior produttore di… pastis, un aperitivo profumato all’anice tipico della città di Marsiglia e con un elevato contenuto di alcool, per gli uomini agli ordini di Tancredi Pagiaro è finalmente giunto il momento dei… brindisi, di una briosa ebbrezza e dei festeggiamenti. Nella Francia meridionale, il fine settimana del 3, 4 e 5 giugno ha pertanto rinnovato nel migliore dei modi la sfida lanciata dai veneti ad alcune delle migliori squadre del Gran Turismo internazionale, forti della propria Huracán GT3 color aragosta e di due piloti del calibro di Thomas Biagi e Fabrizio Crestani. La coppia emiliano-veneta, quarta nella classifica generale all’indomani delle tappe di Estoril e Spa-Francorchamps, ha dunque cercato e trovato nella trasferta nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra il colpaccio in cui sperava. Dopo il quinto posto interlocutorio del sabato, domenica è arrivata una sonante affermazione che proietta i due azzurri in testa alla graduatoria assoluta con 68 punti, una decina di lunghezze in più dei regolarissimi Phil Keen e Shaun Balfe. Ma com’è andata?

Le prove libere del venerdì hanno subito collocato la supercar numero 27 nella direzione giusta e nel ruolo che le si confà, tanto più che fra il mattino e il pomeriggio l’incremento prestazionale è stato palpabile. Dopo l’ottavo tempo delle cosiddette Free Practice 1, più avanti nel corso della giornata è arrivato il secondo miglior rilievo nell’ultimo turno di prove non cronometrate: 2’07”488, alla media di 164,966 km/h, con un distacco di 1”503, e successivamente 2’05”759, con una velocità di 167,234 km l’ora, questa volta indietro di 1”045: in ambedue i casi, battuta soltanto dalla Ferrari 488 GT3 di Marco Cioci e Piergiuseppe Perazzini. Thomas Biagi e Fabrizio Crestani avevano però la consapevolezza di un “bolide”, sgravato a Le Castellet da zavorre e altri handicap regolamentari, capace di fare molto bene nel Midi transalpino.

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La prima seduta di qualifiche ha subito parlato a favore dell’Orange1 Team Lazarus, visto che Fabrizio Crestani è riuscito a piazzare la Lamborghini Huracán GT3 di arancione vestita in seconda posizione e, dunque, in prima fila, accanto ai polemen Côme Ledogar-Alexander West con una McLaren 650S GT3: 2’03”887, alla media di 169,761 km/h, e con un ritardo di soli 285 millesimi dai mattatori, il tempo strappato dal veneto. La corsa del sabato pomeriggio si è invece purtroppo manifestata come carica di frustrazioni immeritate, dal momento che la squadra di Caselle di Selvazzano Dentro è stata costretta a recitare i panni della “vittima”. Quando occupava una comoda seconda posizione, figlia di ottime prove ufficiali, con Thomas Biagi al volante e ad appena 6 decimi di gap dalla BMW M6 GT3 di Miguel Ramos e Roldán Rodríguez risultata vincitrice, la supercar numero 27 “nostrana” è stata infatti speronata dall’Aston Martin Vantage di Euan Hankey. La manovra del pilota inglese, talmente sconsiderata da preludere soltanto a un incidente anziché a un sorpasso regolare, ha messo fuori causa la “Lambo” italiana, che è scivolata in quinta posizione quando mancavano tre minuti alla bandiera a scacchi: purtroppo, nel mentre c’era stato anche un errore dei meccanici ai box al momento di agire sui dadi delle ruote. Il distacco finale patito dallo sfortunato bolognese è stato dunque di 15”781, avendo completato i 33 giri della competizione in 1h12’11”344, alla media di 165,461 km l’ora. Una volta espletata la prima metà del week end al Paul Ricard, la classifica di campionato registrava Thomas Biagi e Fabrizio Crestani in terza posizione con 46 punti, appena nove lunghezze in meno del duo Phil Keen-Shaun Balfe.

La mattinata della domenica, preliminare alla prova d’appello della compagine azzurra in terra francese, non si era aperta in maniera eccessivamente positiva per l’Orange1 Team Lazarus, che pure è riuscito a ribaltare ogni più fosca previsione. Il secondo turno di qualifiche, nel corso del quale sono scese in pista le prime guide di molte scuderie, ha infatti registrato un errore di Thomas Biagi nell’impegnativa curva di Signes, che è valso alla Huracán GT3 in livrea arancione soltanto il nono posto sullo schieramento di partenza di Gara 2: 2’05”175 il miglior crono del driver emiliano coéquipier di Fabrizio Crestani, staccato con una velocità di 168,014 chilometri orari e una differenza di 1”670 dalla McLaren 650S GT3 in pole position di Michael Benham e Duncan Tappy.

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In corsa, tutto però è cambiato, perché la formazione della provincia di Padova non ha sbagliato nulla, ritrovandosi al posto giusto nel momento giusto in virtù di una perfetta operazione di staffetta fra i piloti. Fabrizio Crestani ha ricevuto una “Lambo” perfetta dal compagno Thomas Biagi, che aveva compiuto già una prima parte di rimonta nel corso della gara d’Oltralpe salvaguardando pneumatici e impianto frenante, essendo stato il bolognese il driver designato per prendere il via. Sbarazzatosi della BMW M6 GT3 di Gustavo Yacamán-Fernando Monje con un coraggioso assalto da manuale alla prima curva, il trevigiano si è messo in caccia dei due battistrada con un ritmo che rosicchiava loro due secondi al giro, avvicinandoli sempre di più, finché a… due passaggi dal termine la McLaren 650S GT3 di Alexander West è arrivata “lunga” ed è stata centrata in pieno dall’Aston Martin Vantage di Salih Yoluc: la pressione alle loro spalle della squadra italiana li aveva indotti in errore. Uno “strike” bello e buono, che ha dato il successo all’Orange1 Team Lazarus!

Thomas Biagi “Finalmente, una vittoria! Io la considero strameritata, perché tutti noi dell’Orange1 Team Lazarus abbiamo avuto tanti, troppi momenti difficili ed episodi sfortunati in questo primo scorcio di stagione. Questa volta eravamo lì, pronti a cogliere il massimo risultato: non ci siamo fatti trovare impreparati, infatti. Nei primi giri di Gara 2 ho sentito una macchina eccezionale, ho visto molta bagarre davanti davanti a me e così ho cercato di portare la Lamborghini Huracán ai box con le gomme nel miglior stato possibile e, soprattutto, di rimanere lontano dai guai, sapendo che Fabrizio avrebbe dato il 120 per cento di sé, come soltanto lui sa fare, con un mezzo perfetto, e Crestani è stato effettivamente grandissimo! Peccato per Gara 1, perché il mio compagno è entrato ai box in prima posizione con un vantaggio notevole sugli avversari: purtroppo, ne siamo usciti con un gap considerevole sulla BMW, anche se io ho dato l’anima per recuperare. A quel punto una ‘vecchia’ Ferrari 458, estremamente veloce in rettilineo, mi ha ostacolato per due giri, e su ciò potremmo aprire anche un’altra parentesi. Quando ho potuto spingere di nuovo e stavo cercando di fare la mia corsa sulla M6 GT3, la Vantage mi ha dato una botta gratuita da dietro, buttandomi fuori, facendomi girare e danneggiando la sospensione posteriore destra, con un’azione in totale malafede. Un esito del quale mi è dispiaciuto tantissimo…”.

Fabrizio Crestani “Thomas domenica è stato davvero eccezionale nel gestire la gomma: mi ha dato una macchina le cui coperture sembravano essere nuove, quasi da qualifica. Abbiamo anticipato il pit-stop, ho fatto tre giri al cento per cento e così ho potuto passare vetture che erano ancora in pista mentre io ero strategicamente già fermo ai box. Mi sono poi trovato a lottare con una BMW e ho sfruttato il momento giusto per passarla con una staccata alla prima curva. A quel punto, ho visto i primi due lontani, lontani: io non mi sono arreso e via via li ho ripresi, fino a quando non si sono toccati a due giri dal termine. Si tratta di un successo davvero strameritato. Lo è già da sabato e già dall’Estoril! In Gara 1, eravamo invece primi con quindici secondi di margine, ma un problema tecnico al pit ci ha fatto perdere il vantaggio che avevamo. Biagi ha fatto il suo ottimo stint, era in bagarre, in lotta per il vertice, quando purtroppo un’Aston Martin gli ha dato una gran botta da dietro e l’ha costretto a un testacoda: purtroppo, sabato da una vittoria che sembrava facile siamo passati in un istante al quinto posto. Fortunatamente, quella domenicale è stata un’enorme soddisfazione anche per tutta la squadra e il mio compagno Thomas Biagi: lavoriamo sempre meglio insieme e, insieme, abbiamo goduto di questo ‘regalo’ perfetto!”.