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25 Mag

QUARTA PIAZZA IN CAMPIONATO NEL GT OPEN PER BIAGI-CRESTANI DOPO SPA-FRANCORCHAMPS

Quanto spettacolo nell’International GT Open. Il secondo appuntamento stagionale nel torneo organizzato da Jésus Pareja, un mese dopo il round inaugurale in Portogallo, ha visto la Huracán GT3 di arancione vestita sfidare i saliscendi spesso umidi e traditori di quella che è ritenuta la più bella pista d’Europa: Spa-Francorchamps. Sulle Ardenne la supercar numero 27, affidata alle cure di due pezzi da novanta come Thomas Biagi e Fabrizio Crestani, si è presentata per tenere fede alle premesse e alle promesse del fine settimana del 22 e 23 aprile all’Estoril, allorché scucì due sonanti terzi posti preceduti da altrettante pole position. Ma com’è andata davvero in Belgio, al di là di un ottavo e un quinto posto finali e della fredda, crudele logica dei numeri?

Metabolizzate le prove libere del venerdì in cui la coppia emiliano-veneta di piloti ha incamerato un tranquillo sesto posto con il tempo di 2’18”790 (alla media di 181,673 km/h) nel secondo turno e il settimo con il crono di 2’20”851 (alla velocità di 179,015 chilometri orari) nella seduta inaugurale, rispettivamente alle spalle della BMW M6 GT3 di Ramos-Rodriguez e della Aston Martin Vantage di Hankey-Yoluc, il “richiamo” delle qualifiche preliminari alla prima delle due corse in programma lassù si è subito fatto sentire. Lì si è evidenziata tutta la bravura di Fabrizio Crestani, che ha piazzato la Lamborghini Huracán GT3 dell’Orange1 Team Lazarus al quinto posto sullo schieramento, pur avendo utilizzato un solo treno di pneumatici nuovi: 2’16”831 il tempo del driver trevigiano, alla media di 184,274 km/h, avendo peraltro “pagato” così appena 126 millesimi di secondo di gap dalla BMW M6 GT3 dei polemen iniziali Gustavo Yacamán e Fernando Monje.

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Va subito detto che, sabato pomeriggio, la prima delle due gare belghe è stata connotata da un brutto incidente e dall’ingresso della Safety-Car, che non ha consentito alla supercar arancione numero 27 di esprimere appieno il proprio potenziale con le gomme nuove tenute apposta per la corsa. Sulla pista vallone, il pilota che ha preso il via ha consegnato anche la macchina in terza posizione, cioè virtualmente sul terzo gradino del podio, a Thomas Biagi, in una fase che ha compreso anche la sostituzione degli pneumatici e il rifornimento di carburante. Il driver bolognese, così come l’intera squadra, ha infatti patito in seguito l’intervento sul circuito della vettura della Direzione Gara, ma anche i 15 secondi aggiuntivi al tempo del pit-stop previsti dal regolamento dell’International GT Open, in conseguenza dei due terzi posti maturati nelle due precedenti corse in Portogallo: un handicap che ha rimpiazzato nel secondo round stagionale i cinque chilogrammi di zavorra. In Gara 1 a Spa-Francorchamps, l’Orange1 Team Lazarus non è andato dunque più in là dell’ottava posizione a 36″353 dai vincitori della Teo Martin Motorsport, avendo percorso i 25 passaggi della prova endurance in 1h10’42”484, alla media di 148,583 km l’ora. In ogni caso, al termine della prima competizione in Belgio gli azzurri Thomas Biagi e Fabrizio Crestani conservavano la seconda piazza assoluta in campionato forti dei loro 30 punti, appena 12 in meno della coppia Phil Keen-Shaun Balfe su una Ferrari 458 Italia.

Ogni appassionato di motorsport che si rispetti sa che l’unico giorno che conta, anche in caso di doppia gara, è la domenica, momento sacro nel calendario di qualsivoglia competizione. Le seconde qualifiche hanno prodotto una performance identica a quella del risultato della prima corsa: l’ottavo posto, strappato questa volta da Thomas Biagi in 2’19”004 alla velocità di 181,393 km/h, subendo un distacco, se di “distacco” si può parlare, di appena 165 millesimi di secondo dalla pole position “stampata” dalla McLaren 650S GT3 di Alexander West e Côme Ledogar. E l’ultima corsa del week end? Aggiudicata alla Renault R.S.01 GT3 di Nicky Pastorelli e Joshua Webster sotto la pioggia di quel territorio montano e boschivo che è soprannominato “l’imbuto d’Europa”, la seconda manche dell’International GT Open ha registrato l’Orange1 Team Lazarus capace di una buona quinta posizione, merito della determinazione e della capacità sia del driver emiliano che del coéquipier veneto, che ancora una volta non hanno potuto esprimersi a causa dell’ennesima Safety-Car, la quale non ha mai lasciato la pista libera per i primi venti minuti di azione. Sotto l’acqua battente, la Lamborghini Huracán GT3 dall’abito arancione ha completato le 19 tornate previste in 1h00’58”294, recuperando dunque tre posizioni rispetto alla griglia di partenza, alla media (abbassata dall’asfalto sdrucciolevole) di 155,282 chilometri orari e con un gap di “soli” 23″697 dai vincitori.

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Disgraziatamente, in attesa che le ostilità si rinnovino per tutti in Francia al Paul Ricard il 4 e 5 giugno prossimi, il “combinato” disposto dei piazzamenti di Spa-Francorchamps ha fatto sì che l’equipaggio Gold-Bronze incarnato da Thomas Biagi e Fabrizio Crestani sia un po’ arretrato nella graduatoria di campionato, a dispetto dei podi di Estoril. Ora i due occupano infatti la quarta piazza generale con 38 punti, equivalenti a un ritardo di quattordici lunghezze dagli avversari inglesi Phil Keen e Shaun Balfe…

Thomas Biagi “Entrambe le gare di Spa sono state un po’ condizionate dalle Safety-Car, in pista per un lungo periodo. Hanno falsato abbastanza il risultato di quest’appuntamento, neutralizzando una buona parte della corsa e impedendoci di esprimerci in coppia al 120 per cento. Ancor di più l’acqua è stata una variabile importante la domenica. Il quinto posto ottenuto da Fabrizio (Crestani, ndr), che ha compiuto uno stint eccellente, mentre nel più turno di guida vi è stata in azione la vettura della Direzione Gara tranne in un giro, ci ha consentito in qualche modo di limitare i danni. In Belgio c’è stata la pioggia: se è vero, come si dice, che dopo di essa arriva sempre il sereno, non ci resta che guardare con ottimismo alle prossime tappe del campionato…”.

Fabrizio Crestani “A Spa fin dall’inizio ci siamo concentrati per preparare una buona macchina per la gara anziché puntare alla qualifica, come avevamo fatto invece ad Estoril. In Gara 1 avevamo un handicap di 15 secondi dovuto ai due podi dell’Estoril, quindi ho pensato di dare un pochino la colpa a quello per il nostro esito. Io ho consegnato la Lamborghini a Thomas (Biagi, ndr) che eravamo in terza posizione, dopodiché le cose sono cambiate, anche in considerazione della penalità regolamentare al cambio pilota. In Gara 2, è stato il mio compagno di squadra a prendere il via sotto il diluvio: quando è toccato a me salire nell’abitacolo, è stata davvero un’impresa sorpassare: ciononostante, sono riuscito comunque ad arrivare al quinto posto da decimi che eravamo. Per quasi tutta la fine della corsa domenicale, avevo almeno 2 secondi in più di ritmo rispetto a una Ferrari che mi precedeva, ma era impossibile sorpassarla perché il loro pilota faceva degli errori e non usciva bene dalle curve, contrariamente a me”.