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5 Ott

DUE PODI “CASALINGHI” A MONZA E L’ORANGE 1 TEAM LAZARUS È LEADER UNICO DEL GT OPEN!

Orgoglio e responsabilità, serenità e determinazione. Erano questi i sentimenti di una squadra genuinamente italiana, l’Orange1 Team Lazarus, presentatasi sul proscenio dell’Autodromo Nazionale di Monza non soltanto nei panni di formazione dallo staff pressoché interamente tricolore, ma anche da leader dell’International GT Open, per di più impegnata nella tappa “casalinga” della categoria. Del resto, il sesto round della serie organizzata da Jesús Pareja assumeva un significato particolare per la compagine veneta: nel “tempio della velocità”, costruito nel 1922 in appena centodieci giorni nonché sede storica del Gran Premio d’Italia di Formula 1 per 79 volte su 87 dal 1921 a oggi e terzo tracciato più antico al mondo dopo lo scomparso Brooklands e Indianapolis, c’era da confermare Thomas Biagi e Fabrizio Crestani al vertice della classifica assoluta. Il tutto quando, metabolizzata l’apparizione brianzola, sarebbe mancato soltanto il rush conclusivo del 5 e 6 novembre a Barcellona. Così è stato! La trasferta Caselle di Selvazzano Dentro-Monza, la più corta dell’annata 2016, si è risolta con due apparizioni sul podio che hanno proiettato gli azzurri a quota 149 punti, ben 29 in più dei rivali più pericolosi, Fernando Monje e Gustavo Yacamán.

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Il week end in Lombardia della formazione patavina era peraltro cominciato venerdì 30 settembre con un promettente terzo miglior tempo nell’esito cumulativo delle prove libere, figlio di un’analoga posizione nel primo turno e della piazza d’onore nella successiva seduta (avendo rimediato appena 262, prima, e 626 millesimi di secondo, poi, dalla Ferrari 488 GT3 affidata a Fu Songyang e Andrea Caldarelli). Davvero una bella performance quella della coppia bolognese-trevigiana, che alla vigilia della competizione monzese comandava con un bottino di 117 punti.

La gara del sabato, caratterizzata da un handicap-tempo di 10 secondi figlio della medaglia d’argento nella seconda corsa di Zeltweg, è cominciata con qualifiche apparentemente un po’ sotto tono, in realtà premonitrici di un piazzamento ai piani alti. Biagi aveva infatti raccolto per sé e il compagno di squadra Crestani il quinto slot sulla griglia di partenza, comunque distaccato di un risibile 0”375 dai polemen Salih Yoluc e Euan Hankey al volante di un’Aston Martin GT3. Per la cronaca, la Lamborghini numero 27 si era fermata tra le prime auto della competizione al 17esimo giro, ma al termine di tutti i pit-stop obbligatori si è ritrovata in una piazza d’onore già di per sé ottima, ma che andava così stretta a Fabrizio, in quel momento al volante al posto di Thomas, da indurlo ad attaccare senza pietà o timori reverenziali i leader. Il veterano dell’Orange1 Team Lazarus aveva rimontato 20 secondi in 16 giri e tentato il sorpasso all’ultimo giro alla Parabolica, dando vita all’azione più entusiasmante del fine settimana…

Domenica mattina 2 ottobre ha recapitato un regalo meraviglioso alla formazione padovana, ovviamente strameritato e frutto di un lavoro sempre certosino: una pole position notevolissima, che ha consegnato all’Orange1 Team Lazarus la posizione più avanzata sullo schieramento di Gara 2, al termine di una battaglia a sei piloti in cui Crestani è sbucato alla grande al top per sé e il coéquipier Biagi, lasciando indietro a 213 millesimi di secondo la McLaren 650S GT3 di Phil Keen e Shaun Balfe. La seconda corsa, destinata a iniziare con un handicap tempo di 15 secondi da trascorrere fermi ai box in ossequio al regolamento, si è risolta con una medaglia di bronzo che avrebbe potuto essere anche un secondo posto dopo la leadership iniziale di Fabrizio: un contatto alla curva di Lesmo fra Thomas, riemerso terzo dalla lotteria delle soste obbligatorie in pit-lane, e la BMW M6 GT3 di Gustavo Yacamán, che lo aveva scavalcato al 26esimo giro, è valso alla Huracán di arancione vestita due secondi di penalità e, quindi, un distacco al traguardo di 5”241 dalla McLaren 650S GT3 ufficiale, vincitrice con Alexander West-Côme Ledogar. Una performance che consente in ogni caso alla compagine diretta da Tancredi Pagiaro e alla Lamborghini di guardare tutti dall’alto in basso in campionato con un solido vantaggio e un certo ottimismo…

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Thomas Biagi
“In vista di Gara 1, una qualifica molto tirata e altrettanto importante ha dimostrato che c’eravamo: un quinto tempo sì a 375 millesimi dalla pole position, ma figlio di una strategia molto conservativa: io sono sceso dall’abitacolo davvero soddisfatto per la messa a punto della nostra Lamborghini, anche perché in corsa il sabato avremmo dovuto dare il 110 per cento. Una volta partito, ho cercato di contenere il gap dal gruppo di testa e sono rimasto sempre lì, consapevole anche dei 10 secondi di handicap peso. Ho guidato in maniera pulita, prima di consegnare la Huracán a Fabrizio, che ha compiuto come sempre un lavoro strepitoso una volta nell’abitacolo. Così facendo, abbiamo portato a casa un secondo posto molto importante in chiave campionato proprio nella tappa di casa. In relazione a Gara 2, per cominciare voglio complimentarmi con il mio compagno di squadra. Crestani ha ottenuto una strepitosa pole position e in corsa, con la pista libera, è stato bravissimo nel suo primo stint, quasi azzerando il nostro handicap di tempo nei confronti di molti avversari. Nel mio turno ho invece dovuto affrontare alcune situazioni che non mi sono state d’aiuto, con macchine più lente che mi hanno fatto perdere ritmo e temperatura delle gomme. In questo modo si è avvicinata la BMW di Gustavo Yacamán, cui ho dato strada per evitare rischi, ma che successivamente mi ha chiuso più volte in maniera troppo aggressiva e, soprattutto, cambiando linea di frequente anche durante la fase di frenata. Il risultato finale è comunque positivo: salire sul podio è sempre bello, resta soltanto un po’ di rammarico per la decisione dei Commissari Sportivi di penalizzarci di due secondi per il contatto con il colombiano e per il fatto di avere dunque perduto il secondo posto. Ringrazio l’Orange1 Team Lazarus e la Lamborghini per il lavoro svolto, ma anche i miei tifosi venuti a Monza a sostenermi veramente con il cuore”.

Fabrizio Crestani
“Alla vigilia della prima corsa, il quinto posto di Thomas nelle prove cronometrate, a pochi decimi dalle BMW, ci ha fatto sperare che si potesse avere un passo migliore del loro, il che è quanto si è poi effettivamente verificato in gara: infatti, una l’ho superata nel pit out e l’altra in pista, pur se avevamo un ritmo migliore. Poi, quando mi sono trovato a 20 secondi dall’Aston Martin, la squadra mi ha segnalato che alla fine saremmo stati vicinissimi. Ho spinto in tutti i giri per provare a superarla: se ci fosse stata una tornata in più, sono convinto che avrei potuto farcela a batterla e a vincere. In ogni caso, con tutti gli avversari diretti dietro di noi, rischiare di rovinare tutto, ‘buttandomi dentro’ i leader, non avrebbe avuto alcun senso ai fini della classifica generale. Che cosa dire invece di Gara 2, se non che è stato tutto bellissimo? C’erano gli sponsor, gli amici, le persone dell’azienda Daiko, quindi fare la pole position col bagnato usando gomme slick, dove si impone la capacità del pilota di collocare le ruote nel posto giusto, è stata una grandissima soddisfazione. Ho messo dietro piloti come Caldarelli, Cioci e Ledogar, vincitore del Blancpain: la posizione al palo non dà punti, ma è stata una gioia personale incredibile, ottenuta davanti ai miei tifosi. Domenica io avevo la strategia di partire, tenere la posizione e andare via, ed è ciò che ho fatto. Ho siglato il giro veloce e rifilato 6” al primo inseguitore e 20 secondi alle M6 GT3, il che era ciò che ci premeva di più, avendo una macchina perfetta, per tornare in pista davanti ai nostri avversari in campionato dopo il pit-stop obbligatorio. A quel punto ci siamo ritrovati terzi, ma è stato comunque positivo perché abbiamo allungato in campionato. Un risultato tutto sommato utile, proprio poiché a Barcellona, nell’ultimo round, ci ritroveremo con una penalità in tempo frutto di tre podi consecutivi…”.