Campioni! A Barcellona è bastato un solo giorno di pista, il sabato. Con ventiquattr’ore d’anticipo sull’ultima gara stagionale, l’Orange1 Team Lazarus ha infatti sbrigato la preziosissima e delicatissima “pratica” del titolo messo in palio dall’International GT Open, aggiudicandosi la corona già al termine di Gara 1. Incaricatosi di dirimere la questione, il Circuit de Catalunya si è concesso a braccia aperte alla formazione veneta: Fabrizio Crestani e Thomas Biagi hanno infatti coronato a Montmeló una rincorsa iniziata nel primo round stagionale ad Estoril a fine aprile e via via alimentato il loro bottino nei successivi appuntamenti di Spa-Francorchamps, Le Castellet, Zeltweg, Silverstone e Monza, sino quasi a diventare una “formalità”. Indifferenti ai frequenti handicap tempo loro imposti dagli organizzatori per riequilibrare le performance dei concorrenti, il driver trevigiano e il collega bolognese hanno chiuso il loro 2016 con la pole position e il secondo posto della prima frazione e con la 14esima piazza in qualifica e la quarta della seconda manche, elevandosi in classifica sino a una vetta di punti irraggiungibile per gli altri: 183, ovvero cinquantuno lunghezze in più del “solitario” Shaun Balfe.

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Il lungo fine settimana in terra iberica era cominciato bene per la squadra diretta da Tancredi Pagiaro, dominatrice sin dal giovedì con il rilievo cronometrico di 1’45”177 dei due turni suppletivi di test privati concessi ai conduttori dagli organizzatori e preliminari alle prove libere “vere e proprie” dell’indomani. Il venerdì la Lamborghini color arancione si è piazzata invece due volte al terzo posto, con fare guardingo e approccio strategico, rimediando appena dapprima 1”166 e successivamente 865 millesimi di secondo dai mattatori di quel momento: inizialmente la Huracán GT3 by Antonelli Motorsport di Daniel Zampieri-Marco Antonelli e nel pomeriggio la Ferrari 488 GT3 curata dalla Kapersky Motorsport per il duo incarnato da Marco Cioci e Alex Moiseev.
Le qualifiche del sabato non hanno lasciato spazio a dubbi sulla competitività e la voglia di vincere della compagine di Caselle di Selvazzano Dentro, la quale ha piazzato subito Crestani in pole position con una performance “monstre” in vista di Gara 1: Fabrizio ha girato in 1’45”376 per sé e il compagno di squadra Thomas Biagi, unico a scendere sotto il muro di 1’46” al nono dei suoi undici passaggi, lasciando a 763 millesimi la Aston Martin Vantage GT3 by TF Sport di Euan Hankey-Salih Yoluc. Poi, è arrivata la conquista del titolo! L’equipaggio veneto-emiliano, giunto sul tracciato di Barcellona con un margine di 29 punti (149 a 120) sul duo Gustavo Monje-Gustavo Yacamán, ha chiuso in anticipo i giochi con una corsa perfetta, suggello di un’annata vissuta ad altissimi livelli. Fabrizio Crestani si è prodotto in uno stint impeccabile sempre al comando, vivendo l’unico momento di apprensione all’atto del rientro in pit-lane per la sosta obbligatoria, quando ha sfiorato il muretto, mentre Thomas Biagi, tornato in azione alle spalle di Peter Terting-Kévin Estre sulla Porsche 911 GT3 della Attempto Racing e Michael Benham al volante di una McLaren 650S GT3, ha dapprima messo pressione all’inglese della Garage 59 Racig inducendolo all’errore, dopodiché ha conquistato il secondo posto che ha assunto il sapore dell’assoluto: 167 punti i due italiani, 123 Gustavo Monje e Gustavo Yacamán.

Soltanto quattordicesima in qualifica con 4”746 di ritardo dai polemen e successivamente vincitori Daniel Zampieri-Marco Antonelli sulla Lamborghini GT3 della Antonelli Motorsport a causa del traffico incontrato domenica mattina, la Huracán numero 27 e i suoi piloti avrebbero potuto affrontare Gara 2 in souplesse in ragione del titolo 2016 già conquistato. Non è stato così, per via della loro indole combattiva. In una corsa costellata di incidenti e… “botte da orbi”, soprattutto fra i battistrada, in Spagna i giri finali hanno visto una strepitosa rimonta di Fabrizio Crestani, bravissimo a risalire sino alla quarta posizione una volta rilevata la supercar color arancio da Thomas Biagi dopo aver forzato nel finale l’attacco ai danni di un Alex Moiseev (Ferrari 488 GT3 by Kapersky Motorsport) apparso piuttosto duro da sopravanzare.

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Thomas Biagi

“È incredibile pensare di aver vinto un altro titolo così importante. Mi sento molto, molto felice. Non riesco ancora a rendermene conto. È stato l’epilogo di una stagione stupenda per tutti noi dell’Orange1 Team Lazarus. Fin dalle prove libere, in questi tre giorni a Barcellona, abbiamo dimostrato grande forza, una straordinaria superiorità. Fabrizio ha ottenuto una pole position eccezionale. L’unica strategia per far divertire i nostri tifosi e gli sponsor era quella di spingere al massimo, chiudere il gap, e Crestani c’è riuscito meravigliosamente, come soltanto lui sa fare: è partito e ha salutato tutti! Mi ha dato una macchina in posizione di leadership, poi i 25 secondi di handicap tempo ci hanno giocato il brutto scherzo di metterci davanti una Porsche e una McLaren, di cui mi sono sbarazzato subito nel primo giro in cui l’ho incontrata: a quel punto un primato internazionale e importantissimo, il primo ottenuto al debutto dal team e da Lamborghini nel GT Open, era conquistato. Non soltanto. Ce l’abbiamo fatta con otto podi in 13 gare, dove gli handicap tempo sono stati i veri nemici della nostra consistenza! Fossimo stati in Formula 1, avremmo vinto molti più Gran Premi. Il titolo lo dedico a tutti coloro che mi hanno aiutato e, in particolare, al mio compagno di squadra, il più veloce con cui abbia mai diviso l’abitacolo nella mia carriera nell’endurance…”.

Fabrizio Crestani

“È stata una stagione fantastica, incredibile, la nostra ed è stato un grande sollievo giungere al titolo già dopo Gara 1! Abbiamo lavorato bene, alzando il livello del nostro gioco corsa dopo corsa. Desidero congratularmi con tutto il team, tutti i nostri sponsor e con Automobili Lamborghini per il loro sostegno. Siamo giunti all’Estoril con un solo shake-down all’attivo, in pratica senza dati, e siamo riusciti a fare la pole position e due podi: lì si è capito che il potenziale era elevato. Da quel momento, il team ha lavorato sempre meglio e io e Thomas Biagi siamo diventati sempre più affiatati. Consistenti, costanti, a punti in tutte le gare: questa è stata la chiave che ci ha consentito di chiudere il campionato con una gara d’anticipo, che aver meritato al 110 per cento. Ringrazio il mio main sponsor Daiko, tutti i tecnici Lamborghini, che ci venivano mandati a ogni gara e hanno lavorato duramente, e Orange1, che ha investito sulla nostra squadra, sul team Lazarus, che per me è una seconda famiglia così come Tancredi Pagiaro è un po’ un mio ‘papà’ aggiuntivo. Partivo da casa mia per venire alle gare e mi trovavo in un’altra casa…”.