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19 Set

BIAGI-CRESTANI E L’ORANGE1 TEAM LAZARUS SEMPRE PIÙ LEADER DEL GT DOPO ZELTWEG

L’estate scivola velocemente verso il clima dolce e a tinte pastello dell’autunno, ma nel motorsport è tempo di rinnovare la stagione delle battaglie. Un confronto epocale, quasi mitologico, soprattutto per l’Orange1 Team Lazarus, presentatosi al via del quinto appuntamento 2016 dell’International GT Open con gli impegnativi galloni di primo della classe (ahinoi, anche con 10 secondi regolamentari in più rispetto all’handicap base…) in forza della vittoria ottenuta in Gara 2 al Paul Ricard e di una continuità impressionante di risultati dall’Estoril a Silverstone. In Austria è andata ancor meglio, però, perché il settimo posto del sabato e, soprattutto, il secondo della domenica ha permesso a Thomas Biagi e Fabrizio Crestani di rafforzare la leadership in campionato con 117 punti, ben 19 in più degli inseguitori, quando mancano soltanto le tappe di Monza e Barcellona al termine dell’annata.
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Ed è stata una lotta tra “bestie feroci”, quella in terra stiriana di sabato 10 e domenica 11 settembre, su un tracciato come quello ex aeroportuale di Zeltweg, lungamente “patria” del Gran Premio d’Austria di Formula 1, inaugurato nel 1969 e rinnovato nel 2011 con il nome di Spielberg, a mo’ di nuova località amministrativa, e di Red Bull Ring, denominazione omaggio al generoso mecenate. Gli splendidi “animali” in questione, pronti a digrignare i denti, erano dunque i due… tori dello sponsor del circuito mitteleuropeo e della Lamborghini, che alla squadra veneta ha ceduto la Huracán, il ghepardo del logotipo del Team Lazarus e la pantera alata del partner e sponsor Orange1 Racing. I “predatori” di Caselle di Selvazzano Dentro hanno però cominciato il week end in Stiria con fare “attendistico” e il quarto tempo assoluto nelle prove libere, figlio del “cumulo” dei risultati delle due sessioni.
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Il sabato della supercar numero 27 è cominciato in maniera altrettanto cauta e razionale per gli uomini agli ordini di Tancredi Pagiaro, che hanno dovuto mettere in campo l’oculatezza dei grandi e dei battistrada della classifica generale in una sessione di qualifica in cui sono fioccate le penalità per i molti avversari, rei di superamento dei “track limits” della pista. Il “Gold” Thomas Biagi ha infatti staccato per sé e per il coéquipier “Silver” Fabrizio Crestani il settimo tempo in qualifica, ancorché 1″502 dietro i poleman Andrea Caldarelli-Fu Songyang sulla Ferrari 488 della SF Racing. In Gara 1, il via è stato preso dal veterano bolognese del Gran Turismo, che si è sì divincolato dal caos generato da una Ferrari e da una BMW in partenza, ma è stato scavalcato da una Mercedes AMG GT3, pur consegnando la macchina al compagno di squadra trevigiano con una regolarità tale da consentire alla coppia del bolide arancio (il cui motore aspirato era penalizzato dall’altitudine alpina di Zeltweg) la medesima piazza delle prove cronometrate. Quest’ultima è stata la settima finale, con 47″951 di gap dalla M6 GT3 vincitrice del BMW Team Teo Martin, affidata a Pieter Schothorst e Miguel Ramos, pur se comunque sufficiente a consentire loro di mantenere il comando della graduatoria piloti con 99 punti, otto in più dell’esperto portoghese loro rivale diretto.
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Domenica, è toccato invece a Fabrizio Crestani incaricarsi di cercare il miglior tempo in qualifica ed è subito arrivata la sesta piazza sullo schieramento, impreziosita dal quarto miglior rilievo cronometrico nel terzo e ultimo settore della pista austriaca: 429 millesimi alle spalle della M6 GT3 di Pieter Schothorst e Miguel Ramos, il tutto dopo la cancellazione di un “crono” per il superamento alla curva 9 del bordo della pista. Finalmente liberatosi dei dieci secondi di penalizzazione, il veneto è scattato benissimo e ha immediatamente guadagnato un posto, liquidando l’Aston Martin Vantage GT3 della TF Sport e mantenendosi al quinto posto nonché in contatto con i big fino al 17esimo giro, risalendo quarto nelle due tornate successive malgrado una pista tutto sommato sfavorevole alla sua Lamborghini Huracán. Consegnata al bolognese dopo la sosta ai box, la GT color aragosta si è subito prodotta in un ulteriore sorpasso ai danni della McLaren 650S GT3 della Garage 59 che ha fatto da apripista a una cavalcata intensa e priva di sbavature fino alla piazza d’onore, arrivata con soli 9”113 di ritardo dalla BMW M6 GT3 by Teo Martin Motorsport di Gustavo Yacamán e Fernando Monje.

Thomas Biagi
“In Austria la prima corsa non ci ha dato la soddisfazione di un podio, ma lo sapevamo in anticipo. I dieci secondi di handicap si sono fatti sentire e, purtroppo, anche una partenza non perfetta, perché davanti a me una Ferrari non è scattata al meglio, una BMW si è inserita e una Mercedes con un gran motore, ma senza il nostro ritmo, mi ha scavalcato e non c’è stato più verso di passarla benché più lenta: il loro pilota commetteva grossi errori, ma sul dritto a piede giù era impossibile prenderlo, anche perché il nostro motore aspirato perdeva parecchi cavalli. Comunque, precedevamo Shaun Balfe e Miguel Ramos, nostri rivali in campionato, quando Crestani è salito e ha fatto uno dei suoi incredibili stint fino al settimo posto. Anche domenica Fabrizio ha condotto un turno di guida eccezionale, l’obiettivo era quello di chiudere il gap con i primi, e c’è riuscito alla perfezione: abbiamo scaricato l’handicap tempo e siamo usciti dai box in una giusta posizione, finalmente. Un’altra fase clou si è verificata quando mi sono trovato davanti la McLaren di Alexander West, che ho sorpassato dopo una curva, consapevole del nostro deficit di accelerazione nel contesto di Zeltweg, dopodiché ho spinto al massimo, anche per tenere alta la concentrazione. Il team ha fatto un lavoro strepitoso, dagli ingegneri fino a ogni singolo meccanico, adottando una strategia perfetta. Adesso non dobbiamo abbassare la guardia, impegnandoci in maniera durissima nelle tre settimane che ci separano da Monza….”.

Fabrizio Crestani
“Sabato, come ha ben sottolineato Biagi, i dieci secondi regolamentari in più sono stati la chiave. Tutti quelli che erano dietro di lui nel ‘pit in’, io me li sono trovati davanti nel ‘pit out’. Con la mancanza di motore, era per giunta ancora più difficile rimontare, anche se il team ci ha messo a disposizione una Huracán eccezionale. Ero molto veloce, mi sentivo fortissimo, ma tutto quello che guadagnavamo in frenata lo perdevo poi in rettilineo. Abbiamo limitato i danni, perché recuperare terreno era davvero molto difficile: se fossimo stati in testa, avremmo davvero fatto la nostra corsa senza nessuno a impensierirci. In Gara 2 è arrivato invece un fantastico secondo posto, del tutto inaspettato in un circuito sfavorevole per il nostro propulsore e la nostra macchina. Il momento decisivo del mio stint è stato il sorpasso sull’Aston Martin: sapevo che la Vantage sarebbe andata in crisi di gomme dopo tre quattro-giri e starle davanti e agganciare il gruppo dei primi sarebbe stato vitale per noi, onde consegnare la Lamborghini a Thomas nelle migliori condizioni possibili…”.